Andrea Forte, General Manager di Forte Secur Group e Membro del Direttivo ASSIV, nell’articolo che segue dal titolo “Innovare la sicurezza, governare la complessità. Dalle bodycam ai sistemi connessi: come cambia il lavoro degli operatori della sicurezza e il valore per il cliente”, approfondisce il cambio di paradigma che sta vivendo la sicurezza privata, armata e non.
Buona lettura!
INNOVARE LA SICUREZZA, GOVERNARE LA COMPLESSITÀ. DALLE BODYCAM AI SISTEMI CONNESSI: COME CAMBIA IL LAVORO DEGLI OPERATORI DELLA SICUREZZA E IL VALORE PER IL CLIENTE
a cura di Andrea Forte
La sicurezza privata, armata e non, sta attraversando una fase di trasformazione profonda, nella quale tecnologia, organizzazione e competenze umane stanno convergendo verso nuovi modelli operativi.
Non siamo più di fronte a una semplice evoluzione degli strumenti, ma a un vero cambio di paradigma: la sicurezza sta passando da un modello reattivo e presidiale a un modello proattivo, integrato e predittivo.
In questo scenario, l’introduzione delle bodycam rappresenta uno dei segnali più visibili del cambiamento, ma ridurle a un semplice dispositivo sarebbe limitativo. Il vero salto evolutivo si realizza quando la tecnologia viene messa a sistema, dando forma a un paradigma più ampio: quello della Guardia Connessa.
La bodycam come punto di partenza, non di arrivo
Nel contesto della corporate security, la bodycam risponde a esigenze concrete: tutela dell’operatore sul campo, deterrenza, documentazione oggettiva degli eventi e supporto alle autorità.
L’esperienza operativa dimostra come il valore emerga pienamente quando la bodycam consente non solo di vedere in tempo reale cosa sta accadendo, ma anche raccogliere elementi probatori utilizzabili con le autorità.
Come accade per ogni innovazione tecnologica realmente utile, la bodycam non è il punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso più ampio. Pensarla come soluzione isolata significa limitarne fortemente il potenziale.
Dalla bodycam alla Guardia Connessa
Il concetto di Guardia Connessa supera la logica del singolo apparato e introduce un nuovo modello di servizio. La Guardia Giurata o l’Operatore Fiduciario non sono più un presidio isolato, ma un nodo attivo di una rete che collega operatore, tecnologia e centrale operativa in modo continuativo.
Dalle sperimentazioni già avviate su dispositivi indossabili e sensori avanzati, emerge con chiarezza una direzione: alla bodycam si affiancano sistemi in grado di monitorare parametri vitali dell’operatore, supportare il dialogo bidirezionale con la centrale operativa, segnalare automaticamente situazioni di rischio e fornire informazioni in tempo reale senza interrompere l’attività sul campo. È un’evoluzione naturale, non un salto nel vuoto.
In questo modello, la tecnologia non serve a controllare la guardia, ma a ridurre il suo isolamento operativo e ad aumentare la qualità complessiva del servizio di sicurezza.
Tecnologie autonome e sicurezza perimetrale
In alcuni contesti, come grandi siti industriali, poli logistici, campus aziendali o infrastrutture con perimetri estesi, iniziano a trovare spazio anche soluzioni di pattugliamento robotizzato, progettate per affiancare gli operatori sul campo nelle attività più ripetitive, in condizioni ambientali difficili o durante fasi operative complesse.
Dotati di sensori avanzati e sistemi di analisi basati su intelligenza artificiale, questi strumenti possono svolgere attività di monitoraggio costante, rilevare anomalie, variazioni o intrusioni e trasmettere informazioni strutturate ad una control room. Il loro valore non risiede nella sostituzione dell’uomo, ma nella capacità di amplificare il suo ruolo e migliorare l’efficacia della sorveglianza svolta.
Ancora una volta, è l’integrazione all’interno di un modello di sicurezza governato a fare la differenza: robot, sensori e sistemi autonomi diventano strumenti utili solo se inseriti in un ecosistema coordinato, dove la tecnologia supporta le decisioni e non le sostituisce.
Connettività critica e 5G: il ruolo del network slicing
L’evoluzione verso la Guardia Connessa, l’impiego di sistemi autonomi e l’utilizzo esteso di sensori intelligenti richiede un presupposto fondamentale: una connettività affidabile, sicura e garantita. Tutte queste funzionalità dipendono da una rete adatta a contesti “mission critical”, in grado di garantire continuità e affidabilità delle comunicazioni.
In questo contesto, le reti 5G Stand Alone e il cosiddetto network slicing rappresentano un abilitatore chiave per i servizi di sicurezza. Il network slicing consente di disporre di porzioni logiche di rete dedicate, con livelli garantiti di banda, latenza e affidabilità, indipendenti dal traffico pubblico.
Come riportato in uno studio del NIST (National Institute of Standards and Technology) di qualche anno fa, svariati sono gli use cases in cui il 5G si applica, e si applicherà nei prossimi anni, per trasmissioni che richiedono massima affidabilità, tipiche del Public Safety.
Applicato alla vigilanza privata, questo significa poter contare su comunicazioni prioritarie, resilienti e senza limiti territoriali, per poter assicurare continuità delle operazioni: flussi video delle bodycam, radio comunicazioni PoC, dati provenienti da robot pattugliatori, sensori perimetrali e sistemi di supporto alla centrale operativa.
Per il mondo della corporate security, la rete dati diventa così parte integrante del progetto di servizio da presentare al cliente e non un elemento aleatorio.
La control room come cuore del sistema
Il vero abilitatore della Guardia Connessa è la control room. Non più semplice sala di monitoraggio, ma centro decisionale, in cui le segnalazioni provenienti dal campo (da persone, dispositivi o sistemi autonomi) vengono interpretate e trasformate in azioni.
L’elemento distintivo non è il live streaming in sé, ma la possibilità di comprendere immediatamente il contesto, supportare gli operatori e coordinare gli interventi quando la situazione lo richiede. È qui che la tecnologia diventa valore operativo.
Il fattore umano nella Control Room
L’evoluzione digitale rende ancora più evidente un aspetto spesso sottovalutato: la qualità della sicurezza dipende dalle persone che governano la tecnologia.
Gli operatori di centrale devono saper leggere segnali deboli, gestire più flussi informativi simultaneamente, comunicare in modo efficace e prendere decisioni rapide sotto pressione.
La centrale operativa diventa così un moltiplicatore di sicurezza, non un semplice centro di costo. Senza competenze, processi e responsabilità chiare, anche la migliore tecnologia resta inefficace.
Il benchmark internazionale
Un riferimento significativo è rappresentato dal mondo anglosassone, dove l’adozione di sistemi digitali nella sicurezza privata in generale ha raggiunto un elevato livello di maturità. In questi contesti, bodycam, sensori e strumenti connessi sono parte integrante delle attività operative.
L’esperienza dimostra come una visione tecnologica di tipo olistico, possa supportare l’operatore e ridurre l’escalation degli eventi critici. La tutela dell’operatore non è un effetto collaterale, ma un obiettivo progettuale del servizio, richiesto quale conditio sine qua non dagli stessi clienti prima di avviare un qualsiasi tipo di presidio di security.
Il passaggio alla Guardia Connessa appare quindi meno come una sperimentazione e più come un’evoluzione organizzativa ormai consolidata.
Conclusioni
Da imprenditore della sicurezza privata e membro del Direttivo dell’Associazione ASSIV, ritengo sia importante dirlo con chiarezza: la tecnologia non deve spaventare, né deve essere subita. I passaggi normativi e organizzativi sono complessi, ma affrontabili. Le società di sicurezza strutturate hanno ormai una solida esperienza nella progettazione dei servizi, nelle certificazioni e nella gestione di processi articolati, esperienza che deve esser messa a fattor comune con i clienti.
La bodycam, così come i sistemi connessi e le nuove tecnologie di supporto operativo, sono solo l’inizio di un percorso. Il vero valore si crea quando vengono inseriti in un modello di sicurezza che integra persone, centrale operativa e strumenti digitali coerenti.
Per chi acquista servizi di sicurezza questo approccio produce benefici concreti: maggiore trasparenza, riduzione dell’incertezza, capacità di verificare in modo oggettivo ciò che accade sul campo e rapidità nella gestione degli eventi critici. Significa poter valutare un fornitore non più esclusivamente sul costo orario dell’operatore, ma sulla solidità e sull’affidabilità dell’intero progetto di sicurezza proposto. Questo significa, in concreto, passare dall’acquisto di ore uomo alla scelta di un “sistema di sicurezza”.
Si parla spesso, anche a seguito degli eventi giudiziari che hanno toccato il settore, di necessità di rinnovamento del mondo della sicurezza privata. Il mercato, a partire dai decision makers, è chiamato oggi a fare una scelta: continuare a premiare chi resta fermo e ancorato a vecchie logiche o sostenere chi investe, innova e guarda al futuro?
È in questa direzione, e nella risposta a questa domanda, che l’evoluzione del settore trova, e troverà, il suo pieno significato per tutti gli stakeholders.


