Le notizie di questi giorni sul focolaio di Hantavirus e sulle misure precauzionali adottate dal Governo riportano al centro del dibattito pubblico un tema che l’Italia conosce bene: la gestione coordinata delle emergenze sanitarie.

Le rassicurazioni delle autorità competenti, che indicano un rischio attualmente molto basso per la popolazione, vanno lette insieme a un principio di precauzione che giustamente ha portato a rafforzare controlli alle frontiere, procedure di isolamento fiduciario e monitoraggio dei contatti. Un approccio prudente, che merita di essere sostenuto da tutti gli attori del sistema Paese.

In questo contesto, è legittimo interrogarsi su quale possa essere il contributo della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza sussidiari in uno scenario di possibile futura, ci auguriamo solo teorica, emergenza pandemica. L’esperienza maturata negli ultimi anni ha infatti dimostrato che la tenuta del sistema non dipende solo dalla risposta sanitaria, ma anche dalla capacità di garantire ordine, rispetto delle misure, continuità dei servizi essenziali e corretta informazione ai cittadini.

Il ruolo delle Imprese di Vigilanza Privata  

Le imprese di vigilanza privata operano quotidianamente in aeroporti, porti, ospedali, aziende strategiche, infrastrutture energetiche e siti sensibili. Si tratta degli stessi luoghi che, in caso di rischio epidemiologico, diventano nodi cruciali per l’applicazione delle misure di prevenzione: controllo degli accessi, gestione dei flussi, supporto alle autorità sanitarie e alle forze dell’ordine, tutela del personale e dei cittadini.

Non si tratta di sovrapporsi alle competenze pubbliche, né tantomeno di confondere ruoli. Al contrario, la vigilanza privata può rappresentare un fattore abilitante, inserito in un quadro chiaro di regole, formazione specifica e protocolli condivisi. Personale adeguatamente formato può contribuire, ad esempio, alla gestione degli spazi in cui si applicano misure di isolamento fiduciario, al presidio di strutture temporanee, al rispetto delle distanze e delle regole di sicurezza, alleggerendo la pressione su un sistema pubblico che, nelle fasi emergenziali, è chiamato a uno sforzo straordinario.

La recente circolare del Ministero della Salute richiama l’importanza della sorveglianza, del tracciamento e della responsabilità individuale. A queste dimensioni può affiancarsi una sicurezza “di prossimità”, professionale e riconoscibile, capace di rassicurare i cittadini e favorire l’adesione consapevole alle misure adottate. È una lezione che arriva anche dall’esperienza pandemica recente: senza controllo del territorio, comunicazione corretta e gestione ordinata degli spazi, nessuna strategia sanitaria può essere davvero efficace.

L’invito di ASSIV

Come ASSIV riteniamo che sia arrivato il momento di avviare una riflessione strutturata, insieme alle istituzioni, su un modello integrato di gestione delle emergenze, nel quale la sicurezza privata venga considerata non come un costo accessorio, ma come una risorsa regolata, qualificata e utile all’interesse generale.

Prepararsi oggi, quando il rischio è dichiarato basso, è il modo migliore per non trovarsi impreparati domani. Scongiuri facendo…

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